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SABATO 17 SETTEMBRE – ORE 10.00 – AULA CONSIGLIO COMUNALE – PIAZZA MUNICIPIO ASSEMBLEA OPERAIA NAZIONALE A POMIGLIANO

  Donne, operaie, italiane ed immigrate,  il 17 saremo a Pomigliano perché:  “BISOGNA UNIRE CIO’ CHE IL PADRONE DIVIDE E ROMPERE L’ISOLAMENTO DEI LAVORATORI”  Come operaie e lavoratrici, italiane ed immigrate, e come mogli, madri e figlie di operai, oggi che i lavoratori sono soli

VOLANTINO DISTRIBUITO FUORI LE FABBRICHE IL 15 MARZO 2016

Slai cobas avverte la necessità di dare massima divulgazione del ‘report’ dell’8 marzo a Pomigliano per l’importanza dei forti contenuti posti da queste ‘donne stupende’ del Movimento Operaio: operaie, e mogli, madri e figlie di operai capaci di rappresentare e rendere ancora più forti le

NONSOLODONNE 8 MARZO A POMIGLIANO

8 MARZO A POMIGLIANO

1989 : DONNA BATTE FIAT 2016:  E VINCEREMO ANCORA  Lo ha ricordato stamattina Mara Malavenda nell’affollata assemblea operaia al femminile svoltasi nella ricorrenza internazionale della donna. Di quando da Cassino in giù il lavoro in fabbrica era per … soli uomini complici già allora gli

“NONSOLODONNE”, “NONSOLOSATIRA” PER RIUNIRE CIO’ CHE IL PADRONE DIVIDE

 comunicato stampa “NONSOLODONNE”, “NONSOLOSATIRA” PER RIUNIRE CIO’ CHE IL PADRONE DIVIDE 8 MARZO A POMIGLIANO (ore 10.30, sala assemblea – via Masseria Crispo, 16) MARCHIONNE E’ AFFETTO DA ‘CELODURISMO CON IMPOTENZA INDUSTRIALE’ E NON CE LA FA NEMMENO COL VIAGRA: QUA L’UNICA COSA CHE ”CRESCE”,

SABATO 17 SETTEMBRE – ORE 10.00 – AULA CONSIGLIO COMUNALE – PIAZZA MUNICIPIO ASSEMBLEA OPERAIA NAZIONALE A POMIGLIANO

 

Donne, operaie, italiane ed immigrate,  il 17 saremo a Pomigliano perché:

 “BISOGNA UNIRE CIO’ CHE IL PADRONE DIVIDE E ROMPERE L’ISOLAMENTO DEI LAVORATORI”

 Come operaie e lavoratrici, italiane ed immigrate, e come mogli, madri e figlie di operai, oggi che i lavoratori sono soli più che mai, sentiamo il bisogno di prendere la parola e lanciare  un appello per “riportare la questione operaia e quella dei lavoratori dai bordi del nulla al centro del mondo”, perché bisogna rompere l’isolamento politico costruito ad arte, e da più parti, per  indebolirne il peso politico  ed affossarne i diritti, e questo perché, oggi sono in pericolo i diritti di tutti, da quelli del lavoro a quelli sociali, alla democrazia.

 Siamo sgomente mentre apprendiamo di Abd Elsalam Ahmed Eldanf , operaio egiziano della Gls di Piacenza di 53 anni, padre di 5 figli, travolto e ucciso dall’autista di un tir mentre partecipava ad una manifestazione sindacale dell’USB, assassinato  della costruenda“modernità padronale”  che sta mettendo in servitù i lavoratori relegandoli a merce da sottoporre  al mercato alla stregua di cavoli, patate e fagioli, con la deroga  per contratto sindacale dei diritti indisponibili di uomini e donne  cancellati così  dalla Costituzione. La matrice politica di questo assassinio è dato dall’escalation della messa in servitù  dell’ intero lavoro dipendente e della sottoposizione delle donne a “moderna schiavitù economica”, coi  loro corpi trasformati in merce e da comprare, affittare ed usare a piacimento con la legittimazione dello Stato. Questo già si prospetta con le proposte di legge da più parti presentate per la legalizzazione della prostituzione  e  col ricorso già in atto al “contratto a tempo – tipo iobs act” – dell’utero in affitto. E che dire dei bambini migranti arrivati in Europa e  spariti in 10.000 negli ultimi 2 anni e del collegato  sfruttamento sessuale ed economico,  e del traffico di organi? Oggi che le multinazionali (con in Italia Marchionne nel ruolo di  ministro ombra del governo Renzi) esercitano una forte influenza extraparlamentare sugli Stati e sulle istituzioni globali, col divide et impera per il controllo sociale inducendo razzismo e frammentazione contrattuale e elementi funzionali di contrapposizione generazionale, sociale e di  genere; oggi che è a rischio la democrazia a partire dalle fabbriche e dai luoghi di lavoro, oggi che la solitudine e l’isolamento indebolisce tutti i lavoratori, oggi che vorrebbero riportarci tutti, uomini e donne, indietro di 100 anni, ci schieriamo insieme, italiane ed immigrate, ed insieme parteciperemo all’assemblea operaia nazionale del 17 settembre a Pomigliano, per riorganizzare insieme e a tutto campo la solidarietà di classe e le ragioni operaie.

Alina, infermiera professionale precaria (rumena) VE – Rosaria Castiello, operaia FCA Pomigliano – Anisa operaia pulizie ag.interinale (albanese) VE – Alice, operaia precaria PD – Anna Solimeno, operaia FCA reparto confino Nola – Ana, operaia precaria (moldava) VE – Carmela Castiello, operaia FCA reparto confino di Nola – Andreea, operaia camionista mezzi pesanti (rumena) – Durvalina Basso, operaia FCA reparto confino di Nola (brasiliana) – Cristina, operaia editoriale (ecuadorena) VR – Maria Ruffino, operaia FCA reparto confino di Nola – Daniela, operaia metalmeccanica (rumena) – Immacolata Battaglia, operaia FCA reparto confino di Nola – Doris, operaia pulizie Elior spa (nigeriana) VE – Giulia Russo. Operaia ecologica precaria – Elisabetta, operaia pulizie alberghiere VE – Giusi Manna, Baby sitter – Evelyn, operaia calzaturiera (nigeriana) – Antonietta Abate, operaia FCA reparto confino di Nola – Fettouma, operaia Coop Camst (marocchina) VE – Filomena Russo, ex addetta vendita ricambi moto, disoccupata – Fidanka, operaia editoriale (serba) VE – Anna Romano ex operaia industria liquori, disoccupata – Koussa, operaia Coop Camst (Ciad) VE – Cristina De Cicco, operaia calzaturiera VE – Marina, operaia suolificio industriale (serba) VI – Marisa, ex operaia Fiat Mirafioni, precaria pulizie TO – Mirela, operaia rilegatura industriale (rumena) PD – Nadia, operaia Coop Camst VE – Nicoleta, operaia azienda agricola (rumena) PD – Paola, operaia lavanderia industriali VE – Patricia, operaia Coop confezionamento agricolo (nigeriana) VE – Roberta, operaia Coop Camst (ex operaia Officine Galileo) VE – Stefana, ex operaia Fiorital, disoccupata VE –Zhao, ex operaia pulizie Fincantieri Marghera, lavapiatti in ristorante (cinese) VE – Antonella Perria, Antonella Pepe, Giuseppina DelGrosso, Maddalena Iovino,
Marianna Capuozzo, Tina Capuozzo, AngelinaLeone, Alessandra Aprea,
Maria D’Alessandro, Elena Buono Per il Comitato Mogli Operai Pomigliano

 locandina assemblea 17 settembre 2016

    

 

VOLANTINO DISTRIBUITO FUORI LE FABBRICHE IL 15 MARZO 2016

Slai cobas avverte la necessità di dare massima divulgazione del ‘report’ dell’8 marzo a Pomigliano per l’importanza dei forti contenuti posti da queste ‘donne stupende’ del Movimento Operaio: operaie, e mogli, madri e figlie di operai capaci di rappresentare e rendere ancora più forti le ragioni dei lavoratori per contribuire a riportarli dai “bordi del nulla” (lì relegati da politica e sindacati) al ”centro della storia”!

 8 MARZO A POMIGLIANO                     

 1989 : DONNA BATTE FIAT                                       VEDI VIDEO               

 2016:  E VINCEREMO ANCORA

   Lo ha ricordato Mara Malavenda nell’affollata assemblea operaia dell’8 marzo scorso a Pomigliano d’Arco nella giornata internazionale della donna: …di quando l’assunzione delle donne in fabbrica si fermava a Cassino, e più a sud il lavoro in produzione era per … soli uomini! Già allora complici gli accordi ‘mangiadiritti’ tra azienda e  Fiom-Fim-Uilm”… “anche all’ex Alfa sud (poi divenuta Alfa Lancia in seguito alla cessione a Fiat, ed oggi FCA) accadeva così. Finché le donne, in 115, quelle stesse che oggi sono presenti a questa bella assemblea, presentarono domanda di assunzione, autoorganizzate dal basso insieme a quelle (poche) che lavoravano in ufficio alla Fiat-Alfa Lancia di Pomigliano. Quelle stesse che scavalcando sindacati e partiti “maschilisti” denunciarono la Fiat per “discriminazione sessuale nelle assunzioni”… “e fu una sentenza storica quella che ottenemmo il 24 luglio 1989 (Pretura di Pomigliano d’Arco, giudice Francesco Lupo) facendo condannare la Fiat all’assunzione di tutte le 115 donne ricorrenti che, <da sole e contro tutti>, imposero una grande vittoria di civiltà, una vera e propria <pietra miliare del diritto al femminile> perché prima di allora in Italia non esistevano significativi precedenti giuridici della tutela delle donne contro le discriminazioni lavorative.
Lo ha testimoniato, tra le altre che vinsero la causa, Antonietta Abbate, dei movimenti di lotta del lavoro di Napoli. Antonietta, detta ‘Schumacher’ per la sua guida ‘briosa’ nel trasferimento della vetture finite ai piazzali di stoccaggio per la vendita – trasferita nel 2008 dalla Fiat al reparto-confino WCL di Nola: “non fu una vittoria solo nostra ma un passo avanti per tutte le donne! Ce la facemmo allora. Ce la faremo oggi”!
Intanto, ha continuato, Mara Malavenda …”con l’accordo Fiat di Pomigliano ed i successivi accordi non solo coprono con pura propaganda il fatto che la produzione annua delle fabbriche Fiat oggi è ancora ferma ai minimi storici di oltre un decennio fa (670.000 vetture prodotte allora ed oggi ancora di meno) e l’occupazione è dimezzata, ma stanno derogando per contratto i diritti individuali indisponibili di uomini e donne equiparandoli a merce (come i cavolfiori, le patate o i fagioli) decostituzionalizzandoli e sottoponendoli al mercato. Figurarsi quelli delle donne (con sex work ed ‘utero in affitto’)! Per questo se le politiche delle multinazionali (tra cui l’americana FCA) esercitano una forte influenza extraparlamentare sugli Stati con l’espediente del “divide et impera” per frammentarci e controllarci meglio tutte e tutti, nostro compito come ‘donne di genere operaio’ è quello di contribuire a rompere le disgraziate logiche di divisione contrattuale, sociale e di genere!
Concetto ribadito con forza anche da Anna Solimeno, operaia Fiat, anche lei all’epoca assunta in fabbrica con sentenza del giudice del lavoro, e poi successivamente trasferita al reparto-confino del WCL di Nola: “specialmente quando la FCA di Marchionne diviene modello di riferimento governativo dell’involuzione delle leggi sul lavoro, dal jobs act alle annunciate controriforme della Costituzione”.
Grande attenzione ha suscitato tra operaie ed operai presenti all’assemblea la riflessione del professore di diritto costituzionale, Carlo Amirante, che ha presentato in anteprima i contenuti del libro da lui curato e di prossima pubblicazione (editore Zappichelli) “La Costituzione Italiana: Riforme o Stravolgimento?”. Massimo Ferrante ha inoltre interpretato e emozionato l’assemblea con la canzone “Non lavoro più… in Fiat”, testo scritto insieme alle donne del comitato mogli degli operai FCA sui suicidi in Fiat, facente parte del nuovo c.d. “Populaj Kantoj”.

Comitato Mogli Operai – Pomigliano d’Arco, 8 marzo 2016          SCARICA IL VOLANTINO

NONSOLODONNE 8 MARZO A POMIGLIANO

8 MARZO A POMIGLIANO

1 ASSEMBLEA 8 MARZO 2016

1989 : DONNA BATTE FIAT

2016:  E VINCEREMO ANCORA

 Lo ha ricordato stamattina Mara Malavenda nell’affollata assemblea operaia al femminile svoltasi nella ricorrenza internazionale della donna. Di quando da Cassino in giù il lavoro in fabbrica era per … soli uomini complici già allora gli accordi sindacali “mangiadiritti” tra aziende e  Fiom-Fim-Uilm. Anche all’ex Alfa sud (poi divenuta Alfa Lancia in seguito alla cessione a Fiat) succedeva così. Fino a quando le donne, in 115, presentarono domanda di assunzione, autoorganizzate dal basso insieme a quelle, poche, che lavoravano in ufficio alla Fiat-Alfa Lancia di Pomigliano. quelle stesse che scavalcando sindacati e partiti “maschilisti” denunciarono la Fiat per “discriminazione sessuale nelle assunzioni”

 Fu una sentenza storica quella del 24 luglio 1989 (Pretura di Pomigliano d’Arco, giudice Francesco Lupo) che condannò la Fiat all’assunzione di tutte le 115 donne ricorrenti che, “da sole e contro tutti”, ottennero grossa vittoria di civiltà tenendo conto che prima di allora in Italia non esistevano significativi precedenti giuridici nell’ambito della tutela contro le discriminazione delle donne nelle assunzioni.

 Lo ha testimoniato Antonietta Abbate, dei movimenti di lotta del lavoro di Napoli che con le altre 114 vinse la causa. Antonietta, detta Schumacher per la sua guida ‘briosa’ nel trasferimento della vetture finite ai piazzali di stoccaggio per la vendita – trasferita nel 2008 dalla Fiat al reparto-confino WCL di Nola: “non fu una vittoria solo nostra ma un passo avanti per tutte le donne! Ce la facemmo allora. Ce la faremo oggi”!

 Intanto, ha continuato, Mara Malavenda …”con l’accordo Fiat di Pomigliano ed i successivi accordi non solo coprono con sola propaganda il fatto che la produzione annua delle fabbriche Fiat oggi è ancora ferma ai minimi storici di oltre un decennio fa (670.000 vetture prodotte allora ed oggi ancora di meno) e con l’occupazione dimezzata, ma stanno derogando per contratto i diritti individuali indisponibili di uomini e donne equiparandoli a merce come i cavolfiori, le patate o i fagioli, decostituzionalizzandoli e sottoponendoli al mercato. Figurarsi quelli delle donne (sex work ed ‘utero in affitto’)! Per questo se le politiche delle multinazionali (tra cui l’americana FCA) esercitano una forte influenza extraparlamentare sugli Stati con l’espediente del “divide et impera” per frammentarci e controllarci meglio tutte e tutti, nostro compito come ‘donne di genere operaio’ è quello di contribuire a rompere le disgraziate logiche di divisione contrattuale, sociale e di genere!

 Concetto ribadito con forza anche da Anna Solimeno, operaia Fiat anch’essa trasferita al WCL di Nola: “specialmente quando la FCA di Marchionne diviene modello di riferimento governativo dell’involuzione delle leggi sul lavoro, dal jobs act alle annunciate controriforme della Costituzione”.

 Grande attenzione ha suscitato tra operaie ed operai presenti all’assemblea la riflessione del professore di diritto costituzionale, Carlo Amirante, che ha presentato in anteprima i contenuti del libro da lui curato e di prossima pubblicazione (editore Zappichelli) “La Costituzione Italiana: Riforme o Stravolgimento?”.

 Massimo Ferrante ha inoltre interpretato e emozionato l’assemblea con la canzone “Non lavoro più… in Fiat”, testo scritto insieme alle donne del comitato mogli degli operai FCA sui suicidi in Fiat, facente parte del nuovo c.d. “Populaj Kantoj”.

 Comitato Mogli Operai – Pomigliano d’Arco, 8 marzo 2016

“NONSOLODONNE”, “NONSOLOSATIRA” PER RIUNIRE CIO’ CHE IL PADRONE DIVIDE

volantino comitato mogli operai-8-MARZO-2016

 comunicato stampa

“NONSOLODONNE”, “NONSOLOSATIRA” PER RIUNIRE CIO’ CHE IL PADRONE DIVIDE

8 MARZO A POMIGLIANO

(ore 10.30, sala assemblea – via Masseria Crispo, 16)

MARCHIONNE E’ AFFETTO DA ‘CELODURISMO CON IMPOTENZA INDUSTRIALE’ E NON CE LA FA NEMMENO COL VIAGRA: QUA L’UNICA COSA CHE ”CRESCE”, E’ SOLO IL SUO… NASO !!!

 Con satira graffiante e messaggio pubblico stampato in 10.000 copie e diffuso sul territorio e alle grandi fabbriche le agguerrite donne del Comitato delle Mogli degli operai della Fiat di Pomigliano e Nola si preparano a “festeggiare” il prossimo 8 marzo in assemblea con gli operai.

 

Marchionne parla, parla, ma non ‘accocchia’ niente”! Celiano le Donne …”eppure in questi anni abbiamo fatto di tutto, anche ‘l’indicibile’, per dare ‘vigore’ alla sua esamine ‘propaggine’ industriale! Ma tant’è: ogni ‘sforzo’ è  vano! La produzione non ‘tira’ nemmeno nell’alcova delle ‘unioni incivili’ (queste si) coi ‘suoi’ sindacati, né col ‘ritorno di fiamma’ di qualche sua ex (la Fiom), nè con lo ‘spogliarello’ dei diritti dei lavoratori, ed occupazionale! In FCA Pomigliano (e non solo) da oltre un decennio i ‘piani’ fanno fetecchia e la produzione si ammoscia! Allora è il caso di ammettere che ‘il’ problema c’è! O NO, SIG. MARCHIONNE…?!”

 Le politiche delle  multinazionali (tra cui l’americana FCA) oggi esercitano una forte influenza extraparlamentare sugli Stati e sui poteri politici ed amministrativi e, con l’espediente del ‘divide et impera’ (quella sulla falsariga dell’accordo di Pomigliano) inducono frammentazione contrattuale e sociale per “controllarci tutte e tutti e controllarci meglio”! FCA si propone come “modello padronale di riferimento sociale in Italia nel mondo”. Da noi Marchionne è anche il jobs act e la  controriforma contrattuale in atto nel pubblico impiego.

Per questo un 8 marzo di ‘nonsolodonne’ e ‘nonsolosatira’ ma di “politica” e “sindacato” per “RIUNIRE CIO CHE IL PADRONE DIVIDE”: PERCHE’ SIAMO DONNE DI “GENERE OPERAIO”! E come operaie, mogli, madri e figlie di operai, oggi più che mai sentiamo la necessità di rompere le disgraziate logiche di divisione contrattuale e sociale indotte dalla consociazione politica e sindacale e dalle strumentalizzazioni di facciata!  E, senza nulla togliere alla necessaria riflessione sull’alto costo pagato dalle donne in questa <moderna e ostile società che combattiamo> siamo convinte che la differenza di “genere” è anch’essa una <importante questione politica e di classe interna al conflitto tra lavoro salariato e capitale>.

Comitato Mogli Operai – Pomigliano d’Arco, 4 marzo 2016

Il piano tarocco di Marchionne

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Il piano tarocco di Marchionne

 

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Due sono le cose: o non ne azzecca una manco per sbaglio o ci prende in giro.

Nei fatti da quando il canadese, dal maglioncino sempre uguale, è amministratore delegato della Fiat, ora FCA, di piani ne ha sbandierati a bizzeffe, tanti da dimenticare quanto aveva previsto nei precedenti, sino addirittura a smentirsi da solo, quasi a darsi dell’ imbecille autonomamente.

Tredici anni di piani, uno nel 2003, uno nel 2006, raddoppio con due nel 2008, altri due nel 2011, poi, in calando, uno nel 2013 e l’ultimo, pochi giorni fa, ad inizio 2016, un vero e proprio “mazzo” di piani taroccati, per raccontare sempre la stessa bugia.

Una marea di investimenti annunciati, neanche uno portato a termine, anzi tutti smentiti dai fatti e da una cassa integrazione, che ancora coinvolge circa 2500 lavoratori a Pomigliano, e il rinvio, al 2020, del famigerato modello “Alfa Romeo”, che doveva essere la punta di diamante del gruppo !

Mara Malavenda, del comitato mogli operai di Pomigliano, denuncia: “È solo un balletto che dura da quasi 13 anni, tra l’altro ormai stantio, quello dispensato dalla Fiat – un mese si e l’altro anche – sul supposto rilancio della produzione di auto (e dell’occupazione) a Pomigliano e nelle fabbriche italiane dell’auto. Come lavoratori ne abbiamo la prova ogni giorno su millantate assunzioni a destra e a manca in giro per l’Italia e dispensate di solito, guarda caso, in occasione delle varie tornate elettoraliLo scorso gennaio il ‘nostro’ aveva annunciato ‘grandi cose per la Maserati’, infatti la settimana successiva sono stati messi in cassa integrazione 315 operai. E se mentre continua a ‘tirare’ la produzione dell’auto di lusso Marchionne riduce la produzione a Modena per mancanza di nuovi ‘veri’ modelli e rimanda al 2020 la produzione delle Alfa Romeo, possiamo ben dire che la misura è colma e il suo bluff svelato anche per chi fa finta di non vedere”.

Rincara la dose Vittorio Granillo, dello Slai cobas: “Marchionne è  un falsario di piani industriali, tutti di acclamata inconsistenza ma sempre ‘applauditi’ dai suoi sponsor politici, governativi e sindacali e solo a parole contrastati dalla sinistra del ‘vorrei ma non posso’! Useremo ogni strumento per rafforzare le ragioni dei lavoratori contro i piani  tarocchi della FCA, dalle mobilitazioni sindacali pubbliche alle  vertenze giudiziarie ‘mirate’ contro le discriminazioni: dopo i ricorsi dei lavoratori di Nola delle scorse settimane ci saranno a breve nuovi ricorsi-pilota per i lavoratori di Pomigliano e come sindacato abbiamo predisposto la denuncia dello Stato italiano per i tempi troppo lunghi della cause di lavoro. Una nuova sentenza della Cassazione, emessa nelle scorse settimane, ha condannato per l’ennesima volta per discriminazione nei confronti dello Slai cobas la Fiat Pomigliano per ‘l’arbitraria messa in libertà’ di 2.000 operai del montaggio Alfa 147 in occasione di uno sciopero indetto nel lontano 6 aprile 2004: oltre 11 anni fa !!!”.

Il sindacato di base prepara veri e propri seminari, con l’ausilio del suo ufficio legale, tenuto da Arcangelo Fele, sul Diritto del Lavoro e su come gli operai possono difendersi dalle nuove norme che il jobs act, del signor Renzi, ha messo in campo.

15 febbraio 2016

 

 

 

 

L’urlo dei cassintegrati Fiat nell’album della toga mancata Arriva <>, il quarto disco di Massimo Ferrante Tra le canzoni c’è anche quella scritta dalle mogli degli operai

l urlo dei cassintegrati fiat nell album della toga mancata metropolis 2 novembre 2015

QUANDO LA CANZONE SPOSA LA COMUNICAZIONE SOCIALE

L’arte “parla a tutti” ma quando si colloca dalla parte dei lavoratori e riesce a rappresentarne le ragioni diventa insieme “emozionante sintesi culturale e utile messaggio sociale da divulgare”!

 

Ciò vale per “Non lavoro più… in Fiat” e le altre canzoni presentate da Massimo Ferrante in “Populara Kantoj.

 

Massimo è un artista che conosciamo ed apprezziamo da anni per la militanza della sua passione.

 

 

Comitato Mogli Operai Pomigliano

 

Giugno 2015

IL MATTINO.it: Comitato mogli operai Fiat di Pomigliano: «Non voteremo domenica e se lo fanno i nostri mariti non tornassero a casa»

http://www.ilmattino.it/napoli/politica/comitato_mogli_operai_fiat_di_pomigliano/notizie/1379985.shtml

MA PERCHE’ LI DOVREMMO VOTARE ?!

31 maggio 2015  regionali liste impresentabili di candidati-escort