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ASSEMBLEA OPERAIA NAZIONALE 25 APRILE POMIGLIANO

ASSEMBLEA OPERAIA 25 APRILE

VERSO IL 25 APRILE PERCHE’ QUANDO SI ABASSA LA DEMOCRAZIA NELLE FABBRICHE SI ABBASSANO ANCHE I DIRITTTI SOCIALI E QUELLI CIVILI

8 MARZO 2018 A POMIGLIANO

Operaie versus FCA Pomigliano: la nemesi della giornata internazionale della donna – Il prossimo 8 marzo nuova udienza in Tribunale

Operaie versus FCA Pomigliano: la nemesi della giornata internazionale della donna – Il prossimo 8 marzo nuova udienza in Tribunale

È stata fissata per il prossimo 8 marzo 2018 dal Tribunale di Nola l’udienza di discussione della nuova causa controFCA Italy su ricorso presentato dagli avv.ti Arcangelo Fele e Daniela Sodano dell’ufficio legale di Slai cobas.
Il ricorso è stato presentato in opposizione alla precedente decisione del Tribunale dello scorso 23 ottobre, con cui il giudice del lavoro aveva da un lato rigettato la richiesta della FCA di “escludere lo Slai cobas dai poteri e dalle attribuzioni di legge di ‘sindacato nazionalmente rappresentativo’ in quanto  <unico sindacato presente in fabbrica non firmario di accordi>”, e dall’altro aveva contestualmente rigettato la richiesta del sindacato di base di condannare l’azienda per comportamento antisindacale in seguito alla “repentina variazione di turno” di Antonietta e Carmela, le due operaie del reparto-confino WCL distaccato a Nola dalla FCA Pomigliano. Ciò a seguito della partecipazione delle due operaie a 3 ore di sciopero indette dal sindacato lo scorso 8 marzo ed all’esposizione mediatica delle lavoratrici per la partecipazione delle stesse ad un’assemblea pubblica svolta a Pomigliano in occasione della ricorrenza delle giornata internazionale della donna.
Nel ricorso gli avvocati del sindacato, e delle operaie, impugnano la precedente sentenza e reiterano al giudice la richiesta di condanna di FCA Italy per comportamento antisindacale per:

  1. l’insussistenza delle “esigenze di carattere organizzative e produttive” pretestuosamente addotte dall’azienda per giustificare la variazione del calendario di lavoro delle due operaie. Esigenze, peraltro, definite temporanee della FCA;
  1. la lesività del comportamento aziendale nei confronti delle 2 operaie  (separate ‘per punizione’ dai  colleghi automuniti che consentivano loro di raggiungere lo stabilimento di Nola) “non può essere valutata dal giudice in base alla portata e cioè al quantum del disagio causate alle operaie… ma,o sussiste o non sussiste!”

Pertanto, trascorsi ben 8 mesi dagli eventi in causa, il permanere nel tempo e senza soluzione di continuità degli effetti delle decisioni aziendali a danno di Antonietta e Carmela, è oggi ben evidente, e oggettivo, l’intento punitivo e discriminatorio di FCA Italy nei confronti delle 2 lavoratrici e di Slai cobas.

L’ oravesuviana

 

 

 

 

 

 Pomigliano. Lo Slai Cobas fa il pienone all’Assemblea Nazionale

 

 

Pomigliano. Lo Slai Cobas fa il pienone all’Assemblea Nazionale

A cent’anni dalla rivoluzione d’ottobre: la parola agli operai !

Straordinaria riuscita dell’assemblea nazionale

Una campagna nazionale di astensione dal voto degli operai e dei lavoratori alle prossime politiche, è stata annunciata da Mara Malavenda, del coordinamento nazionale Slai Cobas, durante l’assemblea nazionale svolta nella sala consiliare del comune di Pomigliano d’Arco.

Collegandosi all’ottobre rosso di cui ricorre il centenario, Malavenda, inoltre, ha sottolineato che la rivoluzione sovietica ”ha trasformato gli operai in classe, quella ‘Classe Operaia‘ che ha regalato a milioni di operai e lavoratori in tutto il mondo il sogno di una vita diversa e migliore in una società liberata dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo”. ”

Un documento in cui si analizzano gli ultimi 40 anni della sinistra italiana e le ripercussioni sulla classe operaia del Paese, sarà volantinato nelle prossime settimane in tutte le fabbriche d’Italia. E’ quanto è stato deciso nel corso dell’assemblea nazionale operaia organizzata da Slai Cobas, SlaiProlCobas e Sgb, svoltasi oggi nella sala consiliare del Comune di Pomigliano d’Arco (Napoli), durante la quale è stata anche lanciata una campagna nazionale di astensionismo al voto per le prossime elezioni politiche. Alla manifestazione hanno partecipato, tra gli altri, anche il console generale in Italia della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Amarilis Gutierrez Graffe, Paolo Dorigo e Marco Sacchi dello SlaiProlCobas, Barbara Battista di Sgb, e Vittorio Granillo dello Slai Cobas, operai provenienti da tutta Italia, e tute blu degli stabilimenti Fca, soprattutto di Pomigliano e del reparto logistico di Nola. ”Essere più forti nelle fabbriche italiane, significa essere più forti dappertutto – ha spiegato Malavenda – la cosiddetta sinistra italiana degli ultimi 40 anni, che sinistra non è mai stata, oggi ci porta ad essere il tallone di Achille del movimento operaio internazionale. E’ questa la logica politica dell’internazionalismo proletario”. Insieme al volantino sarà realizzato un videoclip in italiano e spagnolo della manifestazione di oggi, che sarà distribuito anche agli operai del sud America. I Cobas, infine, hanno rilanciato la necessità di ”un’organizzazione operaia extraparlamentare e a tutto campo, con la costituzione di presidi di classe e successive organizzazioni politiche e sindacali dello stesso movimento operaio”.

Dopo 100 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre, a Pomigliano d’Arco si discutono le tematiche dell’Assemblea Operaia Nazionale

 

 

03/11/2017

COMUNICATO STAMPA – L’attacco che la Classe Operaia e con essa tutti i lavoratori stanno subendo è sotto gli occhi di tutti. I simulacri della democrazia borghese, come era stato ampiamente previsto da Marx ed Engels, sono stati abbandonati dal grande capitale, che ha gettato la maschera assumendo il governo diretto di quelli che, ormai solo sulla carta, sono gli Stati Nazionali.

Ciò in Italia avviene attraverso il prevalente intervento su scala globale di multinazionali quali il gruppo Fiat/Chrysler, così come nella Repubblica Bolivariana del Venezuela dove, anche se in maniera ben più grave e violenta, attraverso gruppi di terroristi mercenari in loco e l’appoggio internazionale di una capillare campagna di fake news diffuse dagli asserviti mezzi di comunicazione di massa, assistiamo oggi all’intervento attivo dell’imperialismo made in USA per azzerare i principi basilari, culturali e sociali della democrazia venezuelana e le conquiste del processo rivoluzionario bolivariano e per consegnare il Paese nelle mani delle destre e delle oligarchie economiche collegate in primis alle multinazionali del petrolio.

In entrambi i casi appare chiaro come questi grandi gruppi economici, espressione diretta del capitale internazionale, siano assurti come avanguardie ad emblema della moderna lotta di classe, una lotta di classe alla rovescia, del padronato contro la Classe Operaia. Una lotta di classe alla rovescia per il dominio del capitale sul lavoro e sull’intera società, con la progressiva eliminazione della democrazia sindacale e politica e dei diritti dei lavoratori, di quelli sociali e civili.

Tale direzione politica è portata avanti inducendo frammentazione contrattuale, contrapposizioni sociali, razziali, generazionali e di genere, con la mercificazione dei diritti dei lavoratori, costretti a pagare giorno dopo giorno prezzi sempre più alti. Per nulla neutrale in questo scenario è stata la rincorsa a destra della cosiddetta sinistra istituzionale, dei movimenti populisti dell’antipolitica e dei sindacati collaborazionisti (confederali e fintamente di base) schierati, nonostante i più disparati proclami di facciata, inequivocabilmente dalla parte del padronato, soprattutto attraverso la ratifica di accordi quali quello neo-fascista sulla rappresentanza sindacale del 10 gennaio 2014.

È proprio in una fase come questa, che oggi vede tutti i lavoratori in evidente difficoltà nella difesa di conquiste sociali che sembravano essere divenute realtà nel nostro paese, che è assolutamente necessario constatare come questo momento di grande debolezza dei lavoratori sia dato dalla mancanza di qualunque forma di radicamento di classe della cosiddetta sinistra sindacale e politica. È per questo che oggi si rende necessaria la ricostruzione della nostra storia sociale, culturale e politica, ben consapevoli che la nostra Storia, quella del Movimento Operaio è una storia sicuramente incompatibile ed estranea alla natura ed ai contenuti del costituendo nuovo ordine capitalistico mondiale.

Una Storia segnata dalla ‘Rivoluzione d’Ottobre’ che, oggi più che mai, dichiara come attuale l’inconciliabilità di classe tra lavoro dipendente e capitale, tra sfruttati e sfruttatori, tra proletariato e borghesia. Una Storia che da più parti oggi si vorrebbe cancellare dalla memoria dei lavoratori. È per il drammatico carattere strutturale della condizione che i lavoratori stanno vivendo sulla loro pelle, che oggi diventa ‘emergenza indispensabile’ avviare le prime basi di ragionamento per il razionale avvio di un progetto di “ricostruzione e riorganizzazione” di adeguate Strutture di Classe del Movimento Operaio, sia sindacali che politiche.
Un progetto ambizioso, difficile e complesso, ma che resta di fatto l’unico e realistico percorso possibile. Su questi contenuti, il prossimo 4 novembre a Pomigliano d’Arco.

 FCA Pomigliano / 8 marzo contro Marchionne / decisa la causa dal giudice del lavoro

 

Comunicato stampa

 FCA Pomigliano / 8 marzo contro Marchionne / decisa la causa dal giudice del lavoro

UNA DECISIONE CONTROVERSA CHE NON VA BENE NE’ A FCA ITALY, NE’ ALLE OPERAIE, NE’ ALLO SLAI COBAS CHE PREPARA IL RICORSO DI OPPOSIZIONE DA PRESENTARE ENTRO 15 GIORNI:          “LA STRUTTURA GIURIDICA DELLA SENTENZA E’ VIZIATA DA UN PARADOSSO PROCEDURALE” !

 Con decreto del 23/10/2017 il giudice del lavoro del Tribunale di Nola ha emesso una “controversa sentenza” che da un lato rigetta la richiesta del sindacato Slai cobas, che aveva denunciato la FCA per comportamento antisindacale nei confronti di due operaie (Antonietta e Carmela del reparto WCL distaccato a Nola) alle quali l’azienda  aveva cambiato repentinamente i turni di lavoro all’indomani dello sciopero dell’8 marzo, dall’altro rigetta la richiesta di FCA di “escludere lo Slai cobas dai poteri e dalle attribuzioni di legge di sindacato nazionalmente rappresentativo in quanto non firmatario di contratti”.
“Il primo ed importante obiettivo che abbiamo realizzato con questa sentenza consiste nella sconfitta della pretesa aziendale di concentrare (giuridicamente e per sentenza) la rappresentanza sindacale aziendale esclusivamente nelle mani dei sindacati-firmatutto” dichiara Mara Malavenda del coordinamento nazionale del sindacato di base… “e questa importante decisione del giudice del lavoro  ha confermato la pienezza delle attribuzioni di legge a Slai cobas quale unico sindacato nazionalmente rappresentativo presente in fabbrica anche se non firmatario di accordi con la FCA!… “In relazione invece al rigetto del giudice della nostra domanda di sanzionare per comportamento antisindacale la FCA”… afferma ancora Mara Malavenda… “coi nostri avvocati Arcangelo Fele e Daniela Sodano ci apprestiamo a riattivare la facoltà di ‘procedura speciale’ prevista dall’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori (ed attivabile dai sindacati nazionali) e che prevede, in caso di disaccordo con la sentenza,  il ricorso di opposizione da presentare entro 15 giorni dall’emissione della sentenza”…”In relazione al ‘merito’ ci troviamo di fronte ad una sentenza viziata dalle sue stesse modalità procedurali e previste dall’art. 28 SdL: un procedimento sommario e bloccato all’arco temporale degli eventi: ma se la FCA dichiarò in causa che per la  ‘variazione momentanea dei flussi produttivi’ – relativi a marzo/aprile scorso – aveva dovuto effettuare le variazioni di turno alle due operaie oggi, a fine ottobre, ci troviamo di fronte alla persistenza (ormai non più motivabile tecnicamente) della variazione-turni delle due operaie! Inoltre, oggi, a 7 mesi dagli eventi, asserire che per un ‘momentaneo surplus produttivo’, invece di richiamare gli addetti dalla cassa integrazione e potenziare gli organici la FCA preferisce sospendere e ridurre le interessate attività lavorative è <fuori dal mondo>“!
Slai cobas FCA Italy Pomigliano e Nola – Pomigliano d’Arco, 25 ottobre 2017

IL TANDEM GOLPISTA CONTRO IL VENEZUELA

https://www.facebook.com/notes/embajada-de-la-rep%C3%BAblica-bolivariana-de-venezuela-en-italia/il-tandem-golpista-contro-il-venezuela/838564336301180/

LO STRILLO

 

 

BOCCIATO DAL TRIBUNALE DI NOLA IL TEOREMA-MARCHIONNE PER LE <NUOVE RELAZIONI SINDACALI AUTORITARIE NEL GRUPPO FCA ITALY

Data pubblicazione: 20-07-2017

L’ostruzionismo giuridico del gruppo FCA Italy teso a difendere …“la pax sociale in fabbrica in un clima di ritrovata collaborazione tra azienda a sindacati e che è stato da ultimo consacrato con la sottoscrizione anche da parte della Fiom degli accordi”… con la risibile richiesta al giudice di estromettere lo Slai cobas (sindacato scomodo e non gradito) non ha pagato. Nella seconda udienza svoltasi l’11 luglio scorso il giudice del lavoro, dott. Francesca Fucci, si è riservata la decisione sulle richieste aziendali e successivamente ha sciolto la riserva fissando l’udienza di merito conclusiva per il prossimo 12 settembre, confermando le attribuzioni e diritti sindacali di Slai cobas difeso dagli avv. Arcangelo Fele e Daniela Sodano. In sintesi lo ‘scomposto’ teorema-Marchionne prevedeva la scelta, l’addomesticamento ed il pilotaggio dei sindacati e delle loro politiche rivendicative (quelli firmatari e graditi all’azienda) e l’esclusione dell’unico sindacato sgradito presente in fabbrica: lo Slai cobas, tra l’altro improvvidamente ‘accusato’ dall’azienda di …‘esercizio della democrazia diretta dei lavoratori come dalla dichiarazione dei principi fondamentali anteposta allo Statuto… (sic) nel tentativo giuridico di privarlo delle attribuzioni di legge e Costituzionali. Lo scopo, confessato nelle 29 pagine della memoria difensiva aziendale depositata in causa, era evidente e gravissimo per il malcelato tentativo di ottenere una impossibile ‘copertura giuridica’ mirante alla surrettizia realizzazione di una inquietante… “revisione critica dei diritti e delle libertà sindacali”… “non consentire un’agibilità sindacale privilegiata a danno delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, ma solo a quelle capaci di fare di fare un uso prudente e consapevole degli strumenti processuali”… “anche in ragione della stabilità dei rapporti tra azienda e l’universo sindacale presente in azienda (e non solo, come vedremo, per i discutibili contenuti) lascia non poco stupiti l’iniziativa dell’organizzazione sindacale ricorrente (lo Slai cobas)… “In questi giorni abbiamo sventato un inquietante tentativo di ‘colpo di Stato imprenditoriale’ messo in atto da FCA Italy con la pretesa violazione della Carta Costituzionale e dei diritti dei lavoratori e di quelli sindacali”… dichiara Mara Malavenda per Slai cobas Pomigliano e per il Comitato Mogli Operai Pomigliano… “questa prima e grande vittoria, per la sua valenza generale è troppo importante per essere appannaggio del solo nostro sindacato: la prossima udienza di settembre sarà ancora un momento importante perché saranno in ballo non solo i diritti generali di tutti.

SLAI-COBAS