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Fiat FCA Pomigliano: l’8 marzo finisce in tribunale

Comunicato stampa

 Fiat FCA Pomigliano: l’8 marzo finisce in tribunale

 DENUNCIATA L’AZIENDA PER REPRESSIONE DI GENERE

ED ANTISINDACALE NEI CONFRONTI DI DUE OPERAIE

 La denuncia, con ricorso alla procedura d’urgenza prevista dall’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori ed azionabile dai soli sindacati, è stata presentata stamattina, alla Sezione Lavoro del Tribunale di Nola, dagli avv.ti Arcangelo Fele e Daniela Sodano dell’Ufficio legale del sindacato Slai cobas.
La vicenda è relativa alle tre ore di sciopero indette lo scorso 8 marzo dallo Slai cobas al reparto-confino WCL distaccato a Nola dalla FCA di Pomigliano d’Arco ed alla partecipazione delle operaie all’assemblea pubblica contestualmente organizzata dal Comitato Mogli Operai a Pomigliano in occasione della ricorrenza internazionale della donna.

È evidente che i contenuti dell’ iniziativa dello scorso 8 marzo hanno “intensamente turbato” la Fiat/FCA di Pomigliano per la diffusione di un inequivocabile messaggio pubblico diramato dalle operaie tramite una  vignetta autoprodotta e diffusa sul territorio in migliaia di copie con manifesti, locandine e volantini: un deciso ‘calcione’ a Trump e Marchionne perché quando si abbassa la democrazia nei luoghi di lavoro si abbassano anche i diritti sociali e quelli civili! (info su www.comitatomoglioperai.it )

Infatti, dopo appena 5 giorni dall’8 marzo, il lunedì successivo,  i responsabili aziendali del WCL di Nola modificavano inopinatamente e con evidente intento repressivo il calendario lavorativo di Antonietta Abbate e Carmela Castiello (entrambe operaie Fiat/FCA con 27 anni di anzianità, iscritte a Slai cobas ed aderenti al Comitato Mogli Operai di Pomigliano) esponendole a seri problemi relativi allo spostamento casa-lavoro e familiari in conseguenza della inesistenza di qualsiasi servizio di trasporto pubblico o aziendale  servente l’unità produttiva di Nola e quindi tra la residenza delle lavoratrici ed il posto di lavoro.
Ancora più grave risulta il provvedimento aziendale nei confronti di Antonietta e Carmela in quanto  in questi anni l’azienda ha sempre adottato l’<accoppiamento per lo stesso turno> di lavoratori automuniti con quelli sprovvisti e/o impediti all’utilizzo di un proprio mezzo di trasporto. Ciò è evidenziato anche dallo stesso Contratto Collettivo Specifico di Lavoro di FCA/CNHI che, all’art. 23, “Trasporti e Mobilità”, testualmente recita: “E’ condivisa la volontà di riconoscere ampia attenzione ai problemi degli spostamenti casa-lavoro che hanno rilevanti effetti sull’equilibrio complessivo del benessere del lavoratore e sulla possibilità di conciliare esigenze e tempo di vita e di lavoro”  !
Il ricorso, presentato stamattina al giudice del lavoro, sarà illustrato dall’avv. Arcangelo Fele nella prossima Assemblea Operaia del 1° maggio a Pomigliano (Sala Convegni, Bar Vesuvio, h 10.30): una iniziativa pubblica dei lavoratori tesa inoltre all’avvio della ‘difficile ricostruzione a tutto campo’ di adeguate rappresentanze del movimento operaio (volutamente posto oggi da più parti ai ‘bordi del nulla’) e dei lavoratori in generale, in uno con la necessità di cominciare a rompere le logiche di divisione contrattuale, sociale e razziale indotte dalla consociazione politica e sindacale e dalle strumentalizzazioni propagandistiche ad uso elettorale delle cosiddette formazioni populiste e dell’antipolitica.
Slai cobas – coordinamento provinciale di Napoli – Pomigliano d’Arco, 27 aprile 2017

 

ARTICOLO STAMPA “LA FIAT CAMBIA I TURNI A DUE DONNE”

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CONTRO LO SCIOPERO DELL’8 MARZO REPRESSIONE DI GENERE ED ANTISINDACALE: NEL MIRINO LE OPERAIE FCA DEL REPARTO-CONFINO DI NOLA

 

Comunicato stampa

FCA POMIGLIANO D’ARCO

 CONTRO LO SCIOPERO DELL’8 MARZO REPRESSIONE DI GENERE ED ANTISINDACALE: NEL MIRINO LE OPERAIE FCA DEL REPARTO-CONFINO DI NOLA

Antonietta e Carmela, da 27 anni in Fiat (poi FCA) Pomigliano, trasferite nel maggio 2008 al reparto-confino del WCL di Nola, mai avrebbero immaginato una simile reazione dell’azienda all’iniziativa promossa ormai da anni dalle operaie, e dalle mogli, madri e figlie di operai – costituite in comitato – in occasione della giornata internazionale delle donne: l’arbitrario e repentino cambiamento del loro calendario di lavoro da parte di FCA senza alcuna benché minima motivazione di esigenza di carattere organizzativo e ad evidente seguito dell’assemblea pubblica dell’8 marzo e lo sciopero effettuato in pari data da Slai cobas.

Tra l’altro l’inopinata decisione aziendale contrasta con lo stesso art. 23 del CCSL FCA che testualmente recita: …”E’ condivisa la volontà di riconoscere ampia attenzione ai problemi relativi agli spostamenti casa-lavoro che hanno rilevanti effetti sull’equilibrio complessivo del benessere del lavoratore e sulla possibilità di conciliare esigenze e tempo di vita e di lavoro”.

A tale proposito va considerata l’inesistenza di qualsiasi servizio di trasporto pubblico servente l’unità produttiva FCA del WCL di Nola, problematica affrontata in questi anni da Antonietta e Carmela (le cui difficoltà alla guida sono note a tutti) accordandosi con colleghi e colleghe dello stesso turno per recarsi al lavoro. E se a questo si aggiunge che, per le operaie, e le donne lavoratrici in generale, i tempi di vita e di lavoro sono ancor più difficilmente conciliabili, possiamo ben dire che questa volta siamo di fronte non solo ad un gravissimo episodio di repressione antisindacale vietato dall’ordinamento ma innanzitutto ad una contemporanea e mirata “repressione di genere”: un vero e proprio oltraggio  non solo alle operaie FCA ma alla libertà di espressione delle donne  e della ricorrenza internazionale dell’8 marzo!

Sui fatti è già intervenuto il sindacato, per quanto di competenza, richiedendo a FCA la ri-modifica dei calendari lavorativi – entro 10 giorni – delle sig.re Abbate Antonietta e Carmela Castiello preannunciando in mancanza iniziative di sciopero nonché ricorso giudiziale d’urgenza per la repressione di comportamento antisindacale ai sensi dell’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, nonché l’avv. Arcangelo Fele per Slai cobas e a tutela dei diritti soggettivi di Antonietta e Carmela.

Sul “piede di guerra” anche le donne di Pomigliano che già preannunciano, in caso di mancato ripristino del precedente calendario di lavoro, la costituzione in causa contro la FCA del Comitato Mogli Operai.

Comitato Mogli Operai Pomigliano – Pomigliano d’Arco, 22 marzo 2017

COMUNICATO STAMPA FCA CONTRO 8 MARZO 22.3.2017

 

8 marzo in Campania tra “inventa tutto”, “firma tutto” e “scrivitutto”

Comunicato stampa

 8 marzo in Campania tra “inventa tutto”, “firma tutto” e “scrivitutto”

  •  falsificati in Fiat/FCA i dati dello sciopero Slai cobas
  •  sparite le mobilitazioni delle donne

 lettera aperta al quotidiano “Il Mattino” da Slai cobas: 

 “Senza nulla togliere alla ‘Venere in Bikini di Pompei’, le vere ‘Star’ di quest’8 marzo sono state ‘le donne in carne ed ossa’, e tra loro le operaie”!
Ieri, presso la nostra sede di Pomigliano d’Arco, siamo stati tempestati da significative telefonate di operai ed operaie del reparto-confino di Nola FCA/WCL in relazione ai dati di sciopero “truccati” forniti, a vs. dire, dalla FCA e pubblicati ieri 9 marzo dalla Vs. testata.
Nell’articolo in questione, si leggeva che: “poco più di una decina di lavoratori ha aderito allo sciopero di 3 ore proclamato dallo Slai cobas nel reparto logistico di Nola”. Abbiamo fatto le verifiche del caso ed abbiamo riscontrato che, su 29 operai ed operaie che ci hanno telefonato, tutti/e  avevano partecipato allo sciopero dell’8 marzo, lavoratori e lavoratrici di cui vi forniamo qui l’elenco nominativo in allegato. Per attenerci solo alle telefonate ricevute e considerato che in organico tra i due turni lavorativi  risultano a Nola circa 100 operai/e  (a causa dei turni di rotazione per la cassa integrazione che già dura da 8 anni), possiamo ben dire che le adesioni allo sciopero sono state quantomeno al  30%  stando alle sole telefonate ricevute!
Tanto premesso ci poniamo, e Vi poniamo, due domande:

  1. ci troviamo forse di fronte ad un inquietante sistema sinergico ed autoalimentante a discapito sociale tra “Inventatutto” (i fantasiosi piani industriali  inventati e sfornati, uno dopo l’altro, da Marchionne da 13 anni a questa parte e che hanno mandato a rotoli l’intero Gruppo FCA e le aziende dell’indotto intascando nel frattempo finanziamenti pubblici multimiliardari a discapito delle vigenti normative in materia), “firma tutto” (quelli che, compresa la Fiom, avallano con accordi sindacali  i sedicenti Piani industriali della FCA), e… “scrivitutto” (un collaterale e collegato ‘sistema mediatico’ che si adopera per rendere credibile l’incredibile ritoccando le notizie)?!

 

  1. In pari data il Vs. quotidiano pubblicava con occhiello in 1° pagina: “Pompei, La Venere in bikini è la star dell’8 marzo” riferendosi all’apertura al pubblico della domus dove fu ritrovata in occasione dell’8 marzo”. Ed occultando la rilevanza nazionale (non vi è menzione in alcuna pagina del Vs. giornale) delle mobilitazioni delle donne in tutta Italia di quest’8 marzo. Ci spieghereste il perché?
    Comunque, per Vs. opportuna informazione, vogliamo significarVi  che lo sciopero al reparto-confino di Nola della FCA è riuscito alla grande ed ha senz’altro contribuito alla riuscita politica, sociale e sindacale  della bella assemblea dell’8 marzo di Pomigliano indetta dal Comitato Mogli Operai FCA di Pomigliano e Nola che potrete “gustarvi” in report videocliccandosuhttp://www.ottopagine.it/na/video/economia/9230/donne-ma-quale-festa-deportate-e-con-la-famiglia-in-crisi.shtml
     Tanto si doveva.

    Coordinamento Provinciale di Napoli di Slai cobas –   Pomigliano d’Arco, 10 marzo 2017

8 MARZO DELLE OPERAIE DELLA F.C.A. DI POMIGLIANO

Comunicato stampa

Pomigliano d’Arco, un 8 marzo di “donne di genere operaio

 Un messaggio inequivocabile dalle operaie FCA di Pomigliano e Nola in preparazione dell’ 8 marzo:

“UN DECISO ‘CALCIONE’ A TRUMP E MARCHIONNE PERCHÉ: QUANDO  SI ABBASSA LA DEMOCRAZIA NEI LUOGHI DI LAVORO SI ABBASSANO ANCHE I DIRITTI SOCIALI E QUELLI CIVILI” !

 Per la giornata internazionale della donna quest’anno le operaie scelgono come incipit un “messaggio pubblico inequivocabile”, con una significativa “vignetta autoprodotta” in queste ore in stampa in tipografia in migliaia di copie – formato manifesto, locandine e volantini – che distribuiranno nei prossimi giorni alle fabbriche di Pomigliano d’Arco e della provincia di Napoli nonché nell’hinterland dei comuni vesuviani.

Sono quelle stesse donne della multinazionale Fiat-FCA, addette alle unità produttive di Pomigliano e Nola, che il 15 maggio del 2012 si costituirono in Comitato Mogli Operai Pomigliano per ‘comprendere e collegare insieme l’altra metà del cielo del Movimento Operaio’: non solo operaie quindi ma, con loro anche le mogli, le madri e le figlie degli operai.

Il fatto è che”… dicono le donnecon i ‘modelli’ di Trump in Usa e di Marchionne in Italia i poteri economici e le multinazionali esercitano una inquietante influenza politica sugli Stati finalizzata al dominio globale del capitale sul lavoro, ridisegnando in tal senso l’intera società con la progressiva regressione della democrazia sindacale e politica, e dei diritti dei lavoratori, e di quelli sociali, civili e Costituzionali. E in tutto questo, come operaie e come donne siamo costrette e subire da anni un regime sempre più duro di ‘triplo  sfruttamento’: quello dell’organizzazione del lavoro in fabbrica, del lavoro domestico e della maternità”…”e quindi, come operaie della FCA e per la rilevanza che  questa fabbrica ha sul piano nazionale, il nostro 8 marzo non potrà non essere caratterizzato da una attenta ‘lettura’ dell’attuale momento di grande debolezza operaia che come uomini e donne stiamo vivendo sulla nostra pelle”… “questo per la necessaria ricostruzione della nostra storia sociale, culturale e politica sicuramente incompatibile ed estranea alla natura ed ai contenuti restaurativi dei progetti sociali in corso in USA ed in Italia: questo perché quando si perdono le proprie radici storiche ci si preclude il futuro e finanche la speranza e la determinazione per  una vita diversa e migliore”.  

 Comitato Mogli Operai – Pomigliano d’Arco, 28 febbraio 2017

COMUNICATO STAMPA DEL 28-FEBB-2017

SABATO 17 SETTEMBRE – ORE 10.00 – AULA CONSIGLIO COMUNALE – PIAZZA MUNICIPIO ASSEMBLEA OPERAIA NAZIONALE A POMIGLIANO

 

Donne, operaie, italiane ed immigrate,  il 17 saremo a Pomigliano perché:

 “BISOGNA UNIRE CIO’ CHE IL PADRONE DIVIDE E ROMPERE L’ISOLAMENTO DEI LAVORATORI”

 Come operaie e lavoratrici, italiane ed immigrate, e come mogli, madri e figlie di operai, oggi che i lavoratori sono soli più che mai, sentiamo il bisogno di prendere la parola e lanciare  un appello per “riportare la questione operaia e quella dei lavoratori dai bordi del nulla al centro del mondo”, perché bisogna rompere l’isolamento politico costruito ad arte, e da più parti, per  indebolirne il peso politico  ed affossarne i diritti, e questo perché, oggi sono in pericolo i diritti di tutti, da quelli del lavoro a quelli sociali, alla democrazia.

 Siamo sgomente mentre apprendiamo di Abd Elsalam Ahmed Eldanf , operaio egiziano della Gls di Piacenza di 53 anni, padre di 5 figli, travolto e ucciso dall’autista di un tir mentre partecipava ad una manifestazione sindacale dell’USB, assassinato  della costruenda“modernità padronale”  che sta mettendo in servitù i lavoratori relegandoli a merce da sottoporre  al mercato alla stregua di cavoli, patate e fagioli, con la deroga  per contratto sindacale dei diritti indisponibili di uomini e donne  cancellati così  dalla Costituzione. La matrice politica di questo assassinio è dato dall’escalation della messa in servitù  dell’ intero lavoro dipendente e della sottoposizione delle donne a “moderna schiavitù economica”, coi  loro corpi trasformati in merce e da comprare, affittare ed usare a piacimento con la legittimazione dello Stato. Questo già si prospetta con le proposte di legge da più parti presentate per la legalizzazione della prostituzione  e  col ricorso già in atto al “contratto a tempo – tipo iobs act” – dell’utero in affitto. E che dire dei bambini migranti arrivati in Europa e  spariti in 10.000 negli ultimi 2 anni e del collegato  sfruttamento sessuale ed economico,  e del traffico di organi? Oggi che le multinazionali (con in Italia Marchionne nel ruolo di  ministro ombra del governo Renzi) esercitano una forte influenza extraparlamentare sugli Stati e sulle istituzioni globali, col divide et impera per il controllo sociale inducendo razzismo e frammentazione contrattuale e elementi funzionali di contrapposizione generazionale, sociale e di  genere; oggi che è a rischio la democrazia a partire dalle fabbriche e dai luoghi di lavoro, oggi che la solitudine e l’isolamento indebolisce tutti i lavoratori, oggi che vorrebbero riportarci tutti, uomini e donne, indietro di 100 anni, ci schieriamo insieme, italiane ed immigrate, ed insieme parteciperemo all’assemblea operaia nazionale del 17 settembre a Pomigliano, per riorganizzare insieme e a tutto campo la solidarietà di classe e le ragioni operaie.

Alina, infermiera professionale precaria (rumena) VE – Rosaria Castiello, operaia FCA Pomigliano – Anisa operaia pulizie ag.interinale (albanese) VE – Alice, operaia precaria PD – Anna Solimeno, operaia FCA reparto confino Nola – Ana, operaia precaria (moldava) VE – Carmela Castiello, operaia FCA reparto confino di Nola – Andreea, operaia camionista mezzi pesanti (rumena) – Durvalina Basso, operaia FCA reparto confino di Nola (brasiliana) – Cristina, operaia editoriale (ecuadorena) VR – Maria Ruffino, operaia FCA reparto confino di Nola – Daniela, operaia metalmeccanica (rumena) – Immacolata Battaglia, operaia FCA reparto confino di Nola – Doris, operaia pulizie Elior spa (nigeriana) VE – Giulia Russo. Operaia ecologica precaria – Elisabetta, operaia pulizie alberghiere VE – Giusi Manna, Baby sitter – Evelyn, operaia calzaturiera (nigeriana) – Antonietta Abate, operaia FCA reparto confino di Nola – Fettouma, operaia Coop Camst (marocchina) VE – Filomena Russo, ex addetta vendita ricambi moto, disoccupata – Fidanka, operaia editoriale (serba) VE – Anna Romano ex operaia industria liquori, disoccupata – Koussa, operaia Coop Camst (Ciad) VE – Cristina De Cicco, operaia calzaturiera VE – Marina, operaia suolificio industriale (serba) VI – Marisa, ex operaia Fiat Mirafioni, precaria pulizie TO – Mirela, operaia rilegatura industriale (rumena) PD – Nadia, operaia Coop Camst VE – Nicoleta, operaia azienda agricola (rumena) PD – Paola, operaia lavanderia industriali VE – Patricia, operaia Coop confezionamento agricolo (nigeriana) VE – Roberta, operaia Coop Camst (ex operaia Officine Galileo) VE – Stefana, ex operaia Fiorital, disoccupata VE –Zhao, ex operaia pulizie Fincantieri Marghera, lavapiatti in ristorante (cinese) VE – Antonella Perria, Antonella Pepe, Giuseppina DelGrosso, Maddalena Iovino,
Marianna Capuozzo, Tina Capuozzo, AngelinaLeone, Alessandra Aprea,
Maria D’Alessandro, Elena Buono Per il Comitato Mogli Operai Pomigliano

 locandina assemblea 17 settembre 2016

    

 

VOLANTINO DISTRIBUITO FUORI LE FABBRICHE IL 15 MARZO 2016

Slai cobas avverte la necessità di dare massima divulgazione del ‘report’ dell’8 marzo a Pomigliano per l’importanza dei forti contenuti posti da queste ‘donne stupende’ del Movimento Operaio: operaie, e mogli, madri e figlie di operai capaci di rappresentare e rendere ancora più forti le ragioni dei lavoratori per contribuire a riportarli dai “bordi del nulla” (lì relegati da politica e sindacati) al ”centro della storia”!

 8 MARZO A POMIGLIANO                     

 1989 : DONNA BATTE FIAT                                       VEDI VIDEO               

 2016:  E VINCEREMO ANCORA

   Lo ha ricordato Mara Malavenda nell’affollata assemblea operaia dell’8 marzo scorso a Pomigliano d’Arco nella giornata internazionale della donna: …di quando l’assunzione delle donne in fabbrica si fermava a Cassino, e più a sud il lavoro in produzione era per … soli uomini! Già allora complici gli accordi ‘mangiadiritti’ tra azienda e  Fiom-Fim-Uilm”… “anche all’ex Alfa sud (poi divenuta Alfa Lancia in seguito alla cessione a Fiat, ed oggi FCA) accadeva così. Finché le donne, in 115, quelle stesse che oggi sono presenti a questa bella assemblea, presentarono domanda di assunzione, autoorganizzate dal basso insieme a quelle (poche) che lavoravano in ufficio alla Fiat-Alfa Lancia di Pomigliano. Quelle stesse che scavalcando sindacati e partiti “maschilisti” denunciarono la Fiat per “discriminazione sessuale nelle assunzioni”… “e fu una sentenza storica quella che ottenemmo il 24 luglio 1989 (Pretura di Pomigliano d’Arco, giudice Francesco Lupo) facendo condannare la Fiat all’assunzione di tutte le 115 donne ricorrenti che, <da sole e contro tutti>, imposero una grande vittoria di civiltà, una vera e propria <pietra miliare del diritto al femminile> perché prima di allora in Italia non esistevano significativi precedenti giuridici della tutela delle donne contro le discriminazioni lavorative.
Lo ha testimoniato, tra le altre che vinsero la causa, Antonietta Abbate, dei movimenti di lotta del lavoro di Napoli. Antonietta, detta ‘Schumacher’ per la sua guida ‘briosa’ nel trasferimento della vetture finite ai piazzali di stoccaggio per la vendita – trasferita nel 2008 dalla Fiat al reparto-confino WCL di Nola: “non fu una vittoria solo nostra ma un passo avanti per tutte le donne! Ce la facemmo allora. Ce la faremo oggi”!
Intanto, ha continuato, Mara Malavenda …”con l’accordo Fiat di Pomigliano ed i successivi accordi non solo coprono con pura propaganda il fatto che la produzione annua delle fabbriche Fiat oggi è ancora ferma ai minimi storici di oltre un decennio fa (670.000 vetture prodotte allora ed oggi ancora di meno) e l’occupazione è dimezzata, ma stanno derogando per contratto i diritti individuali indisponibili di uomini e donne equiparandoli a merce (come i cavolfiori, le patate o i fagioli) decostituzionalizzandoli e sottoponendoli al mercato. Figurarsi quelli delle donne (con sex work ed ‘utero in affitto’)! Per questo se le politiche delle multinazionali (tra cui l’americana FCA) esercitano una forte influenza extraparlamentare sugli Stati con l’espediente del “divide et impera” per frammentarci e controllarci meglio tutte e tutti, nostro compito come ‘donne di genere operaio’ è quello di contribuire a rompere le disgraziate logiche di divisione contrattuale, sociale e di genere!
Concetto ribadito con forza anche da Anna Solimeno, operaia Fiat, anche lei all’epoca assunta in fabbrica con sentenza del giudice del lavoro, e poi successivamente trasferita al reparto-confino del WCL di Nola: “specialmente quando la FCA di Marchionne diviene modello di riferimento governativo dell’involuzione delle leggi sul lavoro, dal jobs act alle annunciate controriforme della Costituzione”.
Grande attenzione ha suscitato tra operaie ed operai presenti all’assemblea la riflessione del professore di diritto costituzionale, Carlo Amirante, che ha presentato in anteprima i contenuti del libro da lui curato e di prossima pubblicazione (editore Zappichelli) “La Costituzione Italiana: Riforme o Stravolgimento?”. Massimo Ferrante ha inoltre interpretato e emozionato l’assemblea con la canzone “Non lavoro più… in Fiat”, testo scritto insieme alle donne del comitato mogli degli operai FCA sui suicidi in Fiat, facente parte del nuovo c.d. “Populaj Kantoj”.

Comitato Mogli Operai – Pomigliano d’Arco, 8 marzo 2016          SCARICA IL VOLANTINO

“NONSOLODONNE”, “NONSOLOSATIRA” PER RIUNIRE CIO’ CHE IL PADRONE DIVIDE

volantino comitato mogli operai-8-MARZO-2016

 comunicato stampa

“NONSOLODONNE”, “NONSOLOSATIRA” PER RIUNIRE CIO’ CHE IL PADRONE DIVIDE

8 MARZO A POMIGLIANO

(ore 10.30, sala assemblea – via Masseria Crispo, 16)

MARCHIONNE E’ AFFETTO DA ‘CELODURISMO CON IMPOTENZA INDUSTRIALE’ E NON CE LA FA NEMMENO COL VIAGRA: QUA L’UNICA COSA CHE ”CRESCE”, E’ SOLO IL SUO… NASO !!!

 Con satira graffiante e messaggio pubblico stampato in 10.000 copie e diffuso sul territorio e alle grandi fabbriche le agguerrite donne del Comitato delle Mogli degli operai della Fiat di Pomigliano e Nola si preparano a “festeggiare” il prossimo 8 marzo in assemblea con gli operai.

 

Marchionne parla, parla, ma non ‘accocchia’ niente”! Celiano le Donne …”eppure in questi anni abbiamo fatto di tutto, anche ‘l’indicibile’, per dare ‘vigore’ alla sua esamine ‘propaggine’ industriale! Ma tant’è: ogni ‘sforzo’ è  vano! La produzione non ‘tira’ nemmeno nell’alcova delle ‘unioni incivili’ (queste si) coi ‘suoi’ sindacati, né col ‘ritorno di fiamma’ di qualche sua ex (la Fiom), nè con lo ‘spogliarello’ dei diritti dei lavoratori, ed occupazionale! In FCA Pomigliano (e non solo) da oltre un decennio i ‘piani’ fanno fetecchia e la produzione si ammoscia! Allora è il caso di ammettere che ‘il’ problema c’è! O NO, SIG. MARCHIONNE…?!”

 Le politiche delle  multinazionali (tra cui l’americana FCA) oggi esercitano una forte influenza extraparlamentare sugli Stati e sui poteri politici ed amministrativi e, con l’espediente del ‘divide et impera’ (quella sulla falsariga dell’accordo di Pomigliano) inducono frammentazione contrattuale e sociale per “controllarci tutte e tutti e controllarci meglio”! FCA si propone come “modello padronale di riferimento sociale in Italia nel mondo”. Da noi Marchionne è anche il jobs act e la  controriforma contrattuale in atto nel pubblico impiego.

Per questo un 8 marzo di ‘nonsolodonne’ e ‘nonsolosatira’ ma di “politica” e “sindacato” per “RIUNIRE CIO CHE IL PADRONE DIVIDE”: PERCHE’ SIAMO DONNE DI “GENERE OPERAIO”! E come operaie, mogli, madri e figlie di operai, oggi più che mai sentiamo la necessità di rompere le disgraziate logiche di divisione contrattuale e sociale indotte dalla consociazione politica e sindacale e dalle strumentalizzazioni di facciata!  E, senza nulla togliere alla necessaria riflessione sull’alto costo pagato dalle donne in questa <moderna e ostile società che combattiamo> siamo convinte che la differenza di “genere” è anch’essa una <importante questione politica e di classe interna al conflitto tra lavoro salariato e capitale>.

Comitato Mogli Operai – Pomigliano d’Arco, 4 marzo 2016

Il piano tarocco di Marchionne

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Il piano tarocco di Marchionne

 

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Due sono le cose: o non ne azzecca una manco per sbaglio o ci prende in giro.

Nei fatti da quando il canadese, dal maglioncino sempre uguale, è amministratore delegato della Fiat, ora FCA, di piani ne ha sbandierati a bizzeffe, tanti da dimenticare quanto aveva previsto nei precedenti, sino addirittura a smentirsi da solo, quasi a darsi dell’ imbecille autonomamente.

Tredici anni di piani, uno nel 2003, uno nel 2006, raddoppio con due nel 2008, altri due nel 2011, poi, in calando, uno nel 2013 e l’ultimo, pochi giorni fa, ad inizio 2016, un vero e proprio “mazzo” di piani taroccati, per raccontare sempre la stessa bugia.

Una marea di investimenti annunciati, neanche uno portato a termine, anzi tutti smentiti dai fatti e da una cassa integrazione, che ancora coinvolge circa 2500 lavoratori a Pomigliano, e il rinvio, al 2020, del famigerato modello “Alfa Romeo”, che doveva essere la punta di diamante del gruppo !

Mara Malavenda, del comitato mogli operai di Pomigliano, denuncia: “È solo un balletto che dura da quasi 13 anni, tra l’altro ormai stantio, quello dispensato dalla Fiat – un mese si e l’altro anche – sul supposto rilancio della produzione di auto (e dell’occupazione) a Pomigliano e nelle fabbriche italiane dell’auto. Come lavoratori ne abbiamo la prova ogni giorno su millantate assunzioni a destra e a manca in giro per l’Italia e dispensate di solito, guarda caso, in occasione delle varie tornate elettoraliLo scorso gennaio il ‘nostro’ aveva annunciato ‘grandi cose per la Maserati’, infatti la settimana successiva sono stati messi in cassa integrazione 315 operai. E se mentre continua a ‘tirare’ la produzione dell’auto di lusso Marchionne riduce la produzione a Modena per mancanza di nuovi ‘veri’ modelli e rimanda al 2020 la produzione delle Alfa Romeo, possiamo ben dire che la misura è colma e il suo bluff svelato anche per chi fa finta di non vedere”.

Rincara la dose Vittorio Granillo, dello Slai cobas: “Marchionne è  un falsario di piani industriali, tutti di acclamata inconsistenza ma sempre ‘applauditi’ dai suoi sponsor politici, governativi e sindacali e solo a parole contrastati dalla sinistra del ‘vorrei ma non posso’! Useremo ogni strumento per rafforzare le ragioni dei lavoratori contro i piani  tarocchi della FCA, dalle mobilitazioni sindacali pubbliche alle  vertenze giudiziarie ‘mirate’ contro le discriminazioni: dopo i ricorsi dei lavoratori di Nola delle scorse settimane ci saranno a breve nuovi ricorsi-pilota per i lavoratori di Pomigliano e come sindacato abbiamo predisposto la denuncia dello Stato italiano per i tempi troppo lunghi della cause di lavoro. Una nuova sentenza della Cassazione, emessa nelle scorse settimane, ha condannato per l’ennesima volta per discriminazione nei confronti dello Slai cobas la Fiat Pomigliano per ‘l’arbitraria messa in libertà’ di 2.000 operai del montaggio Alfa 147 in occasione di uno sciopero indetto nel lontano 6 aprile 2004: oltre 11 anni fa !!!”.

Il sindacato di base prepara veri e propri seminari, con l’ausilio del suo ufficio legale, tenuto da Arcangelo Fele, sul Diritto del Lavoro e su come gli operai possono difendersi dalle nuove norme che il jobs act, del signor Renzi, ha messo in campo.

15 febbraio 2016

 

 

 

 

L’urlo dei cassintegrati Fiat nell’album della toga mancata Arriva <>, il quarto disco di Massimo Ferrante Tra le canzoni c’è anche quella scritta dalle mogli degli operai

l urlo dei cassintegrati fiat nell album della toga mancata metropolis 2 novembre 2015