Il piano tarocco di Marchionne

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Il piano tarocco di Marchionne

 

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Due sono le cose: o non ne azzecca una manco per sbaglio o ci prende in giro.

Nei fatti da quando il canadese, dal maglioncino sempre uguale, è amministratore delegato della Fiat, ora FCA, di piani ne ha sbandierati a bizzeffe, tanti da dimenticare quanto aveva previsto nei precedenti, sino addirittura a smentirsi da solo, quasi a darsi dell’ imbecille autonomamente.

Tredici anni di piani, uno nel 2003, uno nel 2006, raddoppio con due nel 2008, altri due nel 2011, poi, in calando, uno nel 2013 e l’ultimo, pochi giorni fa, ad inizio 2016, un vero e proprio “mazzo” di piani taroccati, per raccontare sempre la stessa bugia.

Una marea di investimenti annunciati, neanche uno portato a termine, anzi tutti smentiti dai fatti e da una cassa integrazione, che ancora coinvolge circa 2500 lavoratori a Pomigliano, e il rinvio, al 2020, del famigerato modello “Alfa Romeo”, che doveva essere la punta di diamante del gruppo !

Mara Malavenda, del comitato mogli operai di Pomigliano, denuncia: “È solo un balletto che dura da quasi 13 anni, tra l’altro ormai stantio, quello dispensato dalla Fiat – un mese si e l’altro anche – sul supposto rilancio della produzione di auto (e dell’occupazione) a Pomigliano e nelle fabbriche italiane dell’auto. Come lavoratori ne abbiamo la prova ogni giorno su millantate assunzioni a destra e a manca in giro per l’Italia e dispensate di solito, guarda caso, in occasione delle varie tornate elettoraliLo scorso gennaio il ‘nostro’ aveva annunciato ‘grandi cose per la Maserati’, infatti la settimana successiva sono stati messi in cassa integrazione 315 operai. E se mentre continua a ‘tirare’ la produzione dell’auto di lusso Marchionne riduce la produzione a Modena per mancanza di nuovi ‘veri’ modelli e rimanda al 2020 la produzione delle Alfa Romeo, possiamo ben dire che la misura è colma e il suo bluff svelato anche per chi fa finta di non vedere”.

Rincara la dose Vittorio Granillo, dello Slai cobas: “Marchionne è  un falsario di piani industriali, tutti di acclamata inconsistenza ma sempre ‘applauditi’ dai suoi sponsor politici, governativi e sindacali e solo a parole contrastati dalla sinistra del ‘vorrei ma non posso’! Useremo ogni strumento per rafforzare le ragioni dei lavoratori contro i piani  tarocchi della FCA, dalle mobilitazioni sindacali pubbliche alle  vertenze giudiziarie ‘mirate’ contro le discriminazioni: dopo i ricorsi dei lavoratori di Nola delle scorse settimane ci saranno a breve nuovi ricorsi-pilota per i lavoratori di Pomigliano e come sindacato abbiamo predisposto la denuncia dello Stato italiano per i tempi troppo lunghi della cause di lavoro. Una nuova sentenza della Cassazione, emessa nelle scorse settimane, ha condannato per l’ennesima volta per discriminazione nei confronti dello Slai cobas la Fiat Pomigliano per ‘l’arbitraria messa in libertà’ di 2.000 operai del montaggio Alfa 147 in occasione di uno sciopero indetto nel lontano 6 aprile 2004: oltre 11 anni fa !!!”.

Il sindacato di base prepara veri e propri seminari, con l’ausilio del suo ufficio legale, tenuto da Arcangelo Fele, sul Diritto del Lavoro e su come gli operai possono difendersi dalle nuove norme che il jobs act, del signor Renzi, ha messo in campo.

15 febbraio 2016

 

 

 

 

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