8 MARZO A POMIGLIANO

1 ASSEMBLEA 8 MARZO 2016

1989 : DONNA BATTE FIAT

2016:  E VINCEREMO ANCORA

 Lo ha ricordato stamattina Mara Malavenda nell’affollata assemblea operaia al femminile svoltasi nella ricorrenza internazionale della donna. Di quando da Cassino in giù il lavoro in fabbrica era per … soli uomini complici già allora gli accordi sindacali “mangiadiritti” tra aziende e  Fiom-Fim-Uilm. Anche all’ex Alfa sud (poi divenuta Alfa Lancia in seguito alla cessione a Fiat) succedeva così. Fino a quando le donne, in 115, presentarono domanda di assunzione, autoorganizzate dal basso insieme a quelle, poche, che lavoravano in ufficio alla Fiat-Alfa Lancia di Pomigliano. quelle stesse che scavalcando sindacati e partiti “maschilisti” denunciarono la Fiat per “discriminazione sessuale nelle assunzioni”

 Fu una sentenza storica quella del 24 luglio 1989 (Pretura di Pomigliano d’Arco, giudice Francesco Lupo) che condannò la Fiat all’assunzione di tutte le 115 donne ricorrenti che, “da sole e contro tutti”, ottennero grossa vittoria di civiltà tenendo conto che prima di allora in Italia non esistevano significativi precedenti giuridici nell’ambito della tutela contro le discriminazione delle donne nelle assunzioni.

 Lo ha testimoniato Antonietta Abbate, dei movimenti di lotta del lavoro di Napoli che con le altre 114 vinse la causa. Antonietta, detta Schumacher per la sua guida ‘briosa’ nel trasferimento della vetture finite ai piazzali di stoccaggio per la vendita – trasferita nel 2008 dalla Fiat al reparto-confino WCL di Nola: “non fu una vittoria solo nostra ma un passo avanti per tutte le donne! Ce la facemmo allora. Ce la faremo oggi”!

 Intanto, ha continuato, Mara Malavenda …”con l’accordo Fiat di Pomigliano ed i successivi accordi non solo coprono con sola propaganda il fatto che la produzione annua delle fabbriche Fiat oggi è ancora ferma ai minimi storici di oltre un decennio fa (670.000 vetture prodotte allora ed oggi ancora di meno) e con l’occupazione dimezzata, ma stanno derogando per contratto i diritti individuali indisponibili di uomini e donne equiparandoli a merce come i cavolfiori, le patate o i fagioli, decostituzionalizzandoli e sottoponendoli al mercato. Figurarsi quelli delle donne (sex work ed ‘utero in affitto’)! Per questo se le politiche delle multinazionali (tra cui l’americana FCA) esercitano una forte influenza extraparlamentare sugli Stati con l’espediente del “divide et impera” per frammentarci e controllarci meglio tutte e tutti, nostro compito come ‘donne di genere operaio’ è quello di contribuire a rompere le disgraziate logiche di divisione contrattuale, sociale e di genere!

 Concetto ribadito con forza anche da Anna Solimeno, operaia Fiat anch’essa trasferita al WCL di Nola: “specialmente quando la FCA di Marchionne diviene modello di riferimento governativo dell’involuzione delle leggi sul lavoro, dal jobs act alle annunciate controriforme della Costituzione”.

 Grande attenzione ha suscitato tra operaie ed operai presenti all’assemblea la riflessione del professore di diritto costituzionale, Carlo Amirante, che ha presentato in anteprima i contenuti del libro da lui curato e di prossima pubblicazione (editore Zappichelli) “La Costituzione Italiana: Riforme o Stravolgimento?”.

 Massimo Ferrante ha inoltre interpretato e emozionato l’assemblea con la canzone “Non lavoro più… in Fiat”, testo scritto insieme alle donne del comitato mogli degli operai FCA sui suicidi in Fiat, facente parte del nuovo c.d. “Populaj Kantoj”.

 Comitato Mogli Operai – Pomigliano d’Arco, 8 marzo 2016

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