Dopo 100 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre, a Pomigliano d’Arco si discutono le tematiche dell’Assemblea Operaia Nazionale

 

 

03/11/2017

COMUNICATO STAMPA – L’attacco che la Classe Operaia e con essa tutti i lavoratori stanno subendo è sotto gli occhi di tutti. I simulacri della democrazia borghese, come era stato ampiamente previsto da Marx ed Engels, sono stati abbandonati dal grande capitale, che ha gettato la maschera assumendo il governo diretto di quelli che, ormai solo sulla carta, sono gli Stati Nazionali.

Ciò in Italia avviene attraverso il prevalente intervento su scala globale di multinazionali quali il gruppo Fiat/Chrysler, così come nella Repubblica Bolivariana del Venezuela dove, anche se in maniera ben più grave e violenta, attraverso gruppi di terroristi mercenari in loco e l’appoggio internazionale di una capillare campagna di fake news diffuse dagli asserviti mezzi di comunicazione di massa, assistiamo oggi all’intervento attivo dell’imperialismo made in USA per azzerare i principi basilari, culturali e sociali della democrazia venezuelana e le conquiste del processo rivoluzionario bolivariano e per consegnare il Paese nelle mani delle destre e delle oligarchie economiche collegate in primis alle multinazionali del petrolio.

In entrambi i casi appare chiaro come questi grandi gruppi economici, espressione diretta del capitale internazionale, siano assurti come avanguardie ad emblema della moderna lotta di classe, una lotta di classe alla rovescia, del padronato contro la Classe Operaia. Una lotta di classe alla rovescia per il dominio del capitale sul lavoro e sull’intera società, con la progressiva eliminazione della democrazia sindacale e politica e dei diritti dei lavoratori, di quelli sociali e civili.

Tale direzione politica è portata avanti inducendo frammentazione contrattuale, contrapposizioni sociali, razziali, generazionali e di genere, con la mercificazione dei diritti dei lavoratori, costretti a pagare giorno dopo giorno prezzi sempre più alti. Per nulla neutrale in questo scenario è stata la rincorsa a destra della cosiddetta sinistra istituzionale, dei movimenti populisti dell’antipolitica e dei sindacati collaborazionisti (confederali e fintamente di base) schierati, nonostante i più disparati proclami di facciata, inequivocabilmente dalla parte del padronato, soprattutto attraverso la ratifica di accordi quali quello neo-fascista sulla rappresentanza sindacale del 10 gennaio 2014.

È proprio in una fase come questa, che oggi vede tutti i lavoratori in evidente difficoltà nella difesa di conquiste sociali che sembravano essere divenute realtà nel nostro paese, che è assolutamente necessario constatare come questo momento di grande debolezza dei lavoratori sia dato dalla mancanza di qualunque forma di radicamento di classe della cosiddetta sinistra sindacale e politica. È per questo che oggi si rende necessaria la ricostruzione della nostra storia sociale, culturale e politica, ben consapevoli che la nostra Storia, quella del Movimento Operaio è una storia sicuramente incompatibile ed estranea alla natura ed ai contenuti del costituendo nuovo ordine capitalistico mondiale.

Una Storia segnata dalla ‘Rivoluzione d’Ottobre’ che, oggi più che mai, dichiara come attuale l’inconciliabilità di classe tra lavoro dipendente e capitale, tra sfruttati e sfruttatori, tra proletariato e borghesia. Una Storia che da più parti oggi si vorrebbe cancellare dalla memoria dei lavoratori. È per il drammatico carattere strutturale della condizione che i lavoratori stanno vivendo sulla loro pelle, che oggi diventa ‘emergenza indispensabile’ avviare le prime basi di ragionamento per il razionale avvio di un progetto di “ricostruzione e riorganizzazione” di adeguate Strutture di Classe del Movimento Operaio, sia sindacali che politiche.
Un progetto ambizioso, difficile e complesso, ma che resta di fatto l’unico e realistico percorso possibile. Su questi contenuti, il prossimo 4 novembre a Pomigliano d’Arco.

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