Comunicato stampa – Pomigliano d’Arco, 17 novembre 2012

Lunedì conferenza stampa delle mogli degli operai della Fiatin preparazione dell’assemblea operaia del prossimo 24 novembre  

“QUANDO CHIUDONO LE FABBRICHE MUORE ANCHE IL TERRITORIO AIUTACI A RENDERE FORTE LA LOTTA DEGLI OPERAI DELLA FIAT”

Si terrà il prossimo lunedì 19 novembre, alle ore 10.30, nella sala convegni dello Slai cobas di Pomigliano d’Arco, la conferenza stampa di presentazione dell’assemblea del 24 novembre organizzata dalle mogli dei lavoratori e dalle lavoratrici della Fiat: “Marchionne chiude le fabbriche in Italia per delocalizzare la produzione all’estero equello che sta succedendo in Fiat ricadrà sulle nostre famiglie ed i nostri figli e sul futuro di tutti. Per questo non ci accodiamo al coro di chi continua a chiedere investimenti che non si faranno mai perché le loro chiacchiere (magari funzionali alla stagione elettorale) non riempiono la pancia”

Con una determinazione ed una chiarezza tutta al femminile il comitato delle mogli degli operai si prepara all’appuntamento del prossimo 24 novembre che si terrà nei locali della Biblioteca Comunale (Palazzo dell’Orologio) di corso  Vittorio Emanuele in Pomigliano d’Arco:un’inedita Assemblea Operaia voluta ed indetta dalle donne del movimento operaio, una iniziativa di cui non vi è alcun precedente storico sindacale e che mira a rompere l’isolamento in cui hanno precipitato i lavoratori e a riproporre con forza la “questione operaia”.

Una iniziativa rivolta non solo ai lavoratori della Fiat che ancora oggi stentano a mobilitarsi ma che intreccia le sorti dell’industria con quelle del territorio e che sta già riscuotendo notevole solidarietà sociale a partire dal positivo accoglimento delle locandine annuncianti l’assemblea e affisse nelle vetrine della prevalenza dei negozi di Pomigliano d’Arco nonché di quelli dell’intero comprensorio nolano-vesuviano interno: Acerra, Brusciano, Caivano, Casalnuovo, Casoria,Castelcisterna, Mariglianella, Marigliano ecc.

La questione Pomigliano è “questione nazionale” (per la sua valenza di svolta autoritaria nelle relazioni sindacali e politiche di cui il governo Monti ne rappresenta l’espressione istituzionale con le sue politiche di massacro sociale) ma anche “questione europea” per le drammatiche conseguenze sulle condizioni  del lavoratori e di quelle sociali delle politiche dell’U.E. di ciò, dichiarano le donne del Comitato, ne parleremo anche con le rappresentanti di altri paesi.

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